domenica, maggio 20, 2007
Domenica...
sabato, maggio 19, 2007
Utilizzi comuni dei quadtree sono i seguenti:
Rappresentazione di immagini;
Indicizzazione spaziale;
determinazione di collisioni in due dimensioni;
Memorizzazione di dati sparsi, come la memorizzazione di informazioni di formattazione per un foglio elettronico o per calcoli su matrici.
I quadtree sono i corrispondenti in due dimensione degli octree.
Un punto regione (PR) di un quadtree è un tipo di quadtree nel quale ogni nodo deve avere esattamente quattro figli. I quadtree PR rappresentano un insieme di punti in due dimensioni decomponendo la ragione che li contiene in quattro quadranti, sottoquadranti, e così via sino ai nodi foglia.
e poi abbiamo parlato dei frattali che sono oggetti rappresentati con dimensione frazionaria
Sabato...
venerdì, maggio 18, 2007
Frattale
Venerdì...
giovedì, maggio 17, 2007
I siti web si possono distinguere in due tipologie principali: siti statici siti dinamici I siti web statici presentano contenuti di sola ed esclusiva lettura. Solitamente vengono aggiornati con una bassa frequenza e sono mantenuti da una o più persone che agiscono direttamente sul codice della pagina (tramite appositi editor web). I siti web dinamici presentano invece contenuti redatti dinamicamente (per esempio grazie al collegamento con un database) e forniscono contenuti che possono variare in base a numerosi fattori. I siti web dinamici sono caratterizzati da un'alta interazione fra sito e utente. Alcuni elementi che caratterizzano la dinamicità di un sito possono essere: l'interazione con uno o più database, la presenza di moduli per l'invio di email o altre operazioni, la visualizzazione dell'ora server, operazioni varie sul file system, il cloacking a seconda di vari parametri (tra i quali l'user agent, o il browser, o la risoluzione), la visualizzazione o stampa o catalogazione degli indirizzi IP degli utenti, ecc. La modifica dei contenuti, che di solito possono essere aggiornati grazie ad interfacce grafiche (dette shell) anche senza agire direttamente sul codice, è generalmente frequente.
martedì, maggio 15, 2007
Martedì...
lunedì, maggio 14, 2007
Lunedì...
domenica, maggio 13, 2007
DOMENICA!!
venerdì, maggio 11, 2007
mercoledì, maggio 09, 2007
Festa dell' Europa del 9 maggio...
martedì, maggio 08, 2007
sabato, maggio 05, 2007
venerdì, maggio 04, 2007
giovedì, maggio 03, 2007
Libertà di stampa
Oggi si festeggia il giorno della libertà di stampa che in Italia è stata progressivamente ripristinata con la caduta del regime fascista di Benito Mussolini, il 25 luglio 1943, anche se per tutta la durata della seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra venne sottoposta a vari limiti e condizioni.La libertà di stampa non esisteva, se non nei limiti di un ridotto frondismo fascista, nelle zone sottoposte al governo della Repubblica sociale italiana.La libertà di stampa é una delle garanzie che un governo democratico, assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l'essistenza di una stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente ai membri delle agenzie di giornalismo, ed alle loro pubblicazioni.
Si estende anche al diritto all'accesso ed alla raccolta d'informazioni, ed ai processi che servono per ottenere informazioni da distribuire al pubblico.Rispetto all'accesso alle informazioni da esso possedute, un qualsiasi governo può decidere (in base alla costituzione ed alle leggi ordinarie o speciali da essa emanate) che documenti in suo possesso possano essere classificati come da rendere pubblici oppure riservati (sottraendoli alla stampa ed al pubblico dei ricercatori in genere) basandosi sulla classificazione delle informazioni come sensibili, classificate oppure segrete e dunque preservandole dall'essere rivelate alla stampa adducendo validi motivi di protezione dell'interesse nazionale e della sicurezza nazionale. Molti governi sono obbligati dalla loro costituzione alle leggi della luce del sole oppure alle Leggi sulla libertà d'informazione che vengono utilizzate per definire i limiti e le prerogative del concetto d' interesse nazionale.
Mega sfida di trottole
Il basic
In informatica il BASIC (un acronimo per Beginner's All purpose Symbolic Instruction Code cioè "Codice di istruzioni simboliche di uso generale per principianti") è un linguaggio di programmazione ad alto livello sviluppato a partire dal 1963 nell'Università di Dartmouth (Dartmouth College) per il calcolatore GE-225. Ne furono coinventori i professori John George Kemeny e Thomas Eugene Kurtz. Il primo programma in BASIC "girò" il 1° maggio 1964, alle ore 4:00.
Il BASIC (almeno nelle versioni di Kemeny e Kurtz, che costituiscono il cosiddetto Dartmouth BASIC) fu progettato per essere un linguaggio semplice da imparare. Per questo si differenziò dalla maggior parte dei linguaggi suoi coetanei enfatizzando la semplicità d'uso piuttosto che la potenza espressiva. Nacque infatti, come dice il suo nome, per poter essere usato anche da principianti (il 75% degli studenti dell'Università di Dartmouth era iscritto a facoltà umanistiche). Le istruzioni erano poche e non complesse. Il BASIC offriva inoltre (non per scelta degli autori, ma solo perché era figlio del suo tempo) pochi costrutti strutturati, quindi orientati alla creazione di programmi chiari e comprensibili. Fu pensato inoltre come un linguaggio algoritmico, adatto cioè a programmare algoritmi.
Il BASIC fu anche progettato per essere un linguaggio facilmente trasportabile su calcolatori diversi dal GE-225 su cui giravano le prime versioni. Concepito e realizzato originariamente come compilatore, molte delle sue versioni più note fanno tuttavia uso di interpreti.
Una delle più famose versioni è il Microsoft BASIC, sviluppato da Bill Gates e Monte Davidoff per l'Altair 8800, poi evolutasi nel GW-BASIC per il primo MS-DOS. Negli anni dei primi microcomputers, tra cui il famoso Commodore 64, il linguaggio BASIC faceva parte del firmware della macchina.
Con gli anni il BASIC ha subito notevoli evoluzioni e cambiamenti, diventando un linguaggio strutturato con potenzialità molto simili a quelle di altri linguaggi evoluti per professionisti. Le numerose versioni attuali del BASIC affiancano ai concetti originari nuovi concetti, quali la gestione degli oggetti, la ricorsività, la strutturazione, ecc. (v. ad esempio Visual Basic o REALbasic).
(da wikipedia.org)
mercoledì, maggio 02, 2007
c'è l'amore a cena e tu
dimmi sì se ti va
il mio letto è forte e tu
pesi poco di più della gommapiuma
tu perchè tu non ci sei
e mi sto spogliando.
Tu quanti anni mi dai
ho un lavoro strano e
tu ma va là che lo sai
vista da vicino tu
sei più bella che mai
baci da un minuto
tu non ne dai, non ne dai
chi ti ha fatto entrare.
Tu, chi mi brucia sei tu
e anche la mia marcia in più
ed un po' di follia
quanto basta perchè tu
come lei non sei mia
se mi fai l'amore
ti canterò
come se fossi una canzone.
Canterò e camminando sveglierò chi sta
sognando più di me
al mondo siamo io e te ragazza triste.
Canterò la pioggia perchè venga giù il
vento che si calmi un po'
il cielo perchè sia più blu e mi sorrida tu.
(coro) dan .
dabadan, dabadan
babadan, bam, bam, bam, bam...
Tu, non sarai mica tu
una saponetta che
scivolando non c'è
dimmi che da un'ora tu
hai bisogno di me
che ti ossigeno di più
dimmi che non sei tu
un miraggio, ma sei tu.
(coro) dan
dabadan, dabadan
babadan, bam, bam, bam,bam...
Canterò e camminando sveglierò chi sta
sognando più di me
al mondo siamo io e te ragazza triste.
Canterò la pioggia perchè venga giù il
vento che si calmi un po'
il cielo perchè sia più blu e mi sorrida tu.
(coro) dan
dabadan, dabadan
babadan, bam, bam, bam,bam...
Tu, non sarai mica tu
una saponetta che
scivolando non c'è
dimmi che da un'ora tu
hai bisogno di me
che ti ossigeno di più
dimmi che non sei tu
un miraggio, ma sei tu.
giovedì, aprile 26, 2007
Eduard Zeller
Biografia
Studiò nel Seminario di teologia di Maulbronn e poi nelle Università di Tubinga e di Berlino.
Nel 1840 insegnò a Tubinga, nel 1847 a Berna, nel 1849 a Morburg, dal 1862 a Heidelberg, dal 1872 a Berlino e infine, dal 1895, a Stoccarda. È autore di una fondamentale opera storiografica, La filosofia dei greci nel suo sviluppo storico (1844-1891), tradotta in italiano e aggiornata da Rodolfo Mondolfo.
mercoledì, aprile 25, 2007
La liberazione...
Nel corso della seconda guerra mondiale, la Resistenza italiana (chiamata anche Resistenza partigiana o più semplicemente Resistenza) sorse dall'impegno comune di individui, partiti e movimenti che, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e la conseguente invasione dell'Italia da parte della Germania nazista, si opposero - militarmente o anche solo politicamente - agli occupanti e alla Repubblica Sociale Italiana, fondata da Benito Mussolini sul territorio controllato dalle truppe germaniche.
Il movimento resistenziale - inquadrabile storicamente nel più ampio fenomeno europeo della resistenza all'occupazione nazista - fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici). I partiti animatori della Resistenza, riuniti nel CLN, avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra.
L'Assemblea costituente, eletta nel 1946 contestualmente allo svolgimento del referendum istituzionale, fu in massima parte composta da esponenti dei partiti del CLN che, in tale veste, elaborarono la Costituzione della Repubblica Italiana, ispirata ai principi della democrazia e dell'antifascismo
Alla Resistenza presero parte gruppi organizzati e spontanei di diverse estrazioni politiche, uniti nel comune intento di opporsi militarmente e politicamente al governo della Repubblica Sociale Italiana (RSI) e degli occupanti nazisti tedeschi. Ne scaturì la "guerra partigiana", conclusasi il 25 aprile 1945, quando l'insurrezione armata proclamata dal Comitato di liberazione nazionale per l'Alta Italia (CLNAI) consentì di prendere il controllo di quasi tutte le città del nord del paese. Era l'ultima parte di territorio ancora occupata dalle truppe tedesche in ritirata verso la Germania e soggetta all'azione repressiva delle formazioni repubblichine della Repubblica Sociale Italiana cui il movimento partigiano opponeva la propria resistenza. La resa incondizionata dell'esercito tedesco si ebbe il 29 aprile.
Per estensione, viene da taluni chiamato "Resistenza" anche il periodo che va dagli anni trenta (in cui presero vita i primi movimenti) alla fine della guerra, inglobando nel concetto di resistenza ogni forma di opposizione alla dittatura di Benito Mussolini. Si potrebbe affermare addirittura l'esistenza di un movimento resistenziale ante litteram consistente nell'opposizione anche armata all'ascesa del fascismo e alle violenze squadriste tentata negli anni venti in particolare dalle forze di sinistra (socialisti, comunisti, anarchici, sindacati).
Le opposizioni al regime
Partigiani in festa a Milano
Dopo l'omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti (1924) e la decisa assunzione di responsabilità da parte di Mussolini, l'Italia si incammina verso un regime dittatoriale. Il sempre maggiore controllo e le persecuzioni degli oppositori, a rischio di carcerazione e di confino, spinge l'opposizione ad organizzarsi in clandestinità in Italia e all'estero, creando una rudimentale rete di collegamenti e gettando le basi per una struttura operativa potenzialmente armabile.
Le attività clandestine tuttavia non producono risultati di rilievo, restando frammentate in piccoli gruppi non coordinati, incapaci di attaccare o almeno di minacciare il regime se si esclude qualche attentato realizzato in particolare dagli anarchici. La loro attività si limitava al versante ideologico: era copiosa la produzione di scritti, in particolare tra la comunità degli esuli antifascisti, che però di rado raggiungevano le masse. Le uniche forze che mantengono una pur labile struttura clandestina in patria sono quelle legate ai comunisti.
Solo la guerra, e in particolare lo sfascio dello Stato innescato dai fatti dell'estate del 1943, offre ai clandestini l'occasione di entrare in contatto (magari immediato) fra loro, in ciò aiutati talvolta dalle forze angloamericane che ne compresero la strategica importanza per le sorti del conflitto e che provvidero ad armarle e aiutarle anche per gli aspetti logistici. Gli esponenti della Resistenza comprendevano allora i militanti dei partiti di sinistra, i repubblicani e i popolari che erano stati perseguitati dal fascismo all'inizio degli anni venti e altre forze di carattere liberale che erano state defenestrate col consolidamento del regime dittatoriale.
Resa incondizionata
La resistenza italiana ebbe formalmente termine, come si è detto, il 29 aprile, con la resa incondizionata dell'esercito tedesco. Ma prima vi era stata la cattura e l'esecuzione di Benito Mussolini: il 27 aprile del 1945, il duce del fascismo, con la divisa di un soldato tedesco, fu catturato a Dongo, in prossimità del confine con la Svizzera, mentre tentava di espatriare assieme all'amante Claretta Petacci. Riconosciuto dai partigiani, fu fatto prigioniero e giustiziato il giorno successivo 28 aprile a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como; il suo cadavere venne esposto impiccato a testa in giù, accanto a quelli della stessa Petacci e di altri gerarchi, in piazzale Loreto a Milano, ove fu lasciato alla disponibilità della folla. In quello stesso luogo otto mesi prima i nazifascisti avevano esposto, quale monito alla Resistenza italiana, i corpi di quindici partigiani uccisi.
Il 30 aprile 1945 il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia ebbe a commentare che "la fucilazione di Mussolini e dei suoi complici è la conclusione necessaria di una fase storica che lascia il nostro paese ancora coperto di macerie materiali e morali".
Il 2 maggio il generale inglese Alexander ordinò la smobilitazione delle forze partigiane, con la consegna delle armi. L'ordine venne in generale eseguito. Una parte delle forze partigiane fu arruolato nella "polizia ausiliaria" ad hoc costituita.
Le armi furono in gran parte consegnate. Esse vennero consegnate in tempi diversi nei vari luoghi in dipendenza dell'avanzata dell'esercito alleato e della liberazione progressiva del territorio nazionale e del conseguente passaggio di poteri al governo italiano.
[modifica] Alcune cifre sulla Resistenza
Secondo diverse fonti il numero di partigiani, partendo dalle poche migliaia dell'autunno del 1943, raggiunse alla fine della guerra una consistenza di circa 300.000 uomini. Molti studiosi pongono però dei dubbi sul reale numero di partigiani attivi alla fine della guerra, riportando cifre ben più modeste relative agli uomini e alle donne impegnati direttamente nella lotta armata, sostenendo che tra i circa 300.000 che si definiranno partigiani dopo il 25 aprile molti siano semplicemente simpatizzanti della resistenza che, pur non partecipando direttamente alle azioni partigiane, avevano fornito (rischiando comunque la vita) supporto e rifugio e che in alcuni casi vennero conteggiati tra i partigiani anche ex-fascisti ed ex-repubblichini saliti sul carro del vincitore grazie a conoscenze, alla corruzione o alla delazione di altri sostenitori della dittatura fascista o sostenitori della Repubblica Sociale Italiana (secondo le loro indicazioni non necessariamente veritiere).
Va ricordato poi che dopo il bando del febbraio 1944, che prevedeva la pena di morte per i renitenti alla leva e ai disertori, seguito nell'aprile dello stesso anno da un altro decreto che estendeva la pena di morte anche a chi aveva dato appoggio o rifugio alle brigate partigiane, e dopo diversi casi di arruolamenti forzati da parte di soldati della RSI, molti giovani preferirono cercare rifugio tra le formazioni partigiane rispetto al partire per una guerra che non condividevano (e che molti ritenevano ormai persa) o al rischiare di essere catturato e giustiziato in città insieme ai propri familiari colpevoli di avergli dato rifugio, pur non condividendo sempre gli orientamenti politici che animavano chi aveva dato vita a queste formazioni.
Alla lotta partigiana in Italia aderirono anche alcuni gruppi di disertori tedeschi, il cui numero è difficile da valutare in quanto, per evitare rappresaglie contro le loro famiglie residenti in Germania, usavano nomi fittizi e spesso venivano considerati dai loro reparti d'origine come dispersi e non disertori per una questione d'immagine.
tratto da wikipedia.org
martedì, aprile 24, 2007
PROGRAM LISTA
program lista;
type punta=^nodo;
nodo=record
inf:string;
q:punta
end;
var p0,p:punta;n,i:integer;ch:string;
begin {costruzione della lista}
p0:=nil;write('numero dei termini,"');readln(n)
for i :=1 to n do begin
new (p);
readln (ch);
p^.inf:=ch;
p^.q:=p0;
p0:=p;
end;
writeln; {stampa}
while p<>nil do begin
writeln(p^.inf);
p:=p^.q
end
end.
PARENTESI
type PUNTA=^nodo;
nodo= record
inf:char;
Q:pUNTA
end;
var p0, p, r:PUNTA;
n,i:INTEGER;
ch:CHAR;
begin
{costruzione della lista}
p0:=nil;
repeat read(ch); case ch of
'(': begin {impila/PUSH}
new(p); p^.inf:=ch; p^.q:=p0; p0:=p
end;
'(': if p0<>nil then begin {estrai/POP}
p:=p0; p0:=p^.q; dispose(p)
end;
else exit
end; {case}
writeln; {stampa impilata della lista via via generata}
r:=p0;
while r<>nil do begin
write(r^.inf);
r:=r^.q
end;
until ch=chr(13); {
writeln;
if p0=nil then write('OK!) else write('KO?');
end.
venerdì, aprile 20, 2007
PROCEDURE INERENTI I PUNTATORI
-NEW = nuova area di memoria dell'heap dell'applicazione ad una var dinamica e ne memorizza l'indirizzo nella variabile puntatore;
-@ = la variabile puntatore nell'area di memoria contenente una var;
-PTR = punta la var puntatore ad uno specifico indirizzo di memoria.
Altre procedure: DISPOSE, FREEMEM(per sapere quanta memoria libera c'è ancora), GETMEM, MARK, REALEASE.
IL PUNTATORE
=variabile che contiene l'INDIRIZZO dell'area di memoria di un elemento.
Gli oggetti "puntati" sono CAMPI, il cui indirizzo si trova nel puntatore P(Q),vengono indicati con la seguente notazione: P^.inf.
mentre l'indirizzo dell'elemento successivo e quello di P è indirizzato da P^.Q
quindi:
PUNTATORE=STRUTTURA DI DATI CHE CI OFFRE LA MASSIMA LIBERTA' DI COSTRUZIONE
LA GITA.....
giovedì, aprile 19, 2007
mercoledì, aprile 18, 2007
martedì, aprile 17, 2007
LE 5 PAROLE CHIAVE DELLA SCRITTURA...
1. MOLTEPLICITA'
2. VISIBILITA'
3. ESATTEZZA
4. RAPIDITA'
5. LEGGEREZZA
lunedì, aprile 16, 2007
Programma dei topi-gatti.tempo
Programtopigatti;
var a,b,c,x,y,z,V:real;
begin
writeln('scrivi il primo parametro',a);
readln(a);
writeln('scrivi il secondo parametro',b);
readln(b);
writeln('scrivi il terzo parametro',c);
readln(c);
V:=a/(b*c);
writeln('scrivi il secondo valore del primo parametro',x);
readln(x);
writeln('scrivi il secondo valore del secondo parametro',y);
readln(y);
z:=V*y*x;
writeln('il risultato Š:',z);
readln(z);
end.
MISSIONE INTERNET SICURO,,,
domenica, aprile 15, 2007
sabato, aprile 14, 2007
Oggi 14 aprile...
Yuri Gagarin
Sposato e padre di due bambine, al momento della morte Gagarin era in procinto di partire per una nuova missione nello spazio, ma lo storico volo del 1961 resterà il suo unico viaggio in orbita. Le sue ceneri riposano al Cremlino.
venerdì, aprile 13, 2007
Oggi venerdì 13...
AUGUSTA ADA BYRON

Augusta Ada Byron (10 dicembre 1815 - 27 novembre 1852), figlia di Lord Byron e della matematica Annabella Milbanke, nacque a Londra il 10 dicembre 1815. Il padre abbandonò moglie e figlia pochi mesi dopo la sua nascita, e non le rivide mai più. Ada sposò William King, conte di Lovelace, nome con cui restò famosa.
Su iniziativa della madre, terrorizzata dall'idea che Ada potesse dedicarsi alla poesia come suo padre, venne educata all'età di 17 anni in matematica da Mary Somerville, che aveva tradotto in inglese i lavori di Pierre Simon Laplace e aveva scritto inoltre dei testi utilizzati a Cambridge. La Somerville incoraggiò Ada nel proseguire i suoi studi matematici e tentò inoltre di farle apprendere i principi fondamentali della matematica e della tecnologia ponendoli in un dimensione più vicina alla sfera filosofica e poetica. Augustus De Morgan, professore alla University of London, si occupò negli anni successivi di introdurre Ada a studi di livello più avanzato. Ada era anche dedita alla musica, in particolare amava suonare l'arpa.
Il 5 giugno 1833, ad un ricevimento tenuto dalla Somerville, Ada ebbe modo di incontrare Charles Babbage, all'epoca vedovo quarantunenne: Ada rimase affascinata dall'universalità delle idee di Babbage, e, interessatasi al suo lavoro, iniziò a studiare i metodi di calcolo realizzabili con la macchina alle differenze e la macchina analitica. Si occupò di tradurre e commentare in lingua inglese alcuni interessanti articoli dell'italiano Luigi Federico Menabrea sugli sviluppi della macchina proposta da Babbage. Con quest'ultimo Ada instaurò una corrispondenza, in cui egli la spinse ad aggiungere le sue note - assai più lunghe dello stesso articolo - e in cui i due si scambiarono idee e sogni sulle possibilità delle macchine analitiche.
Nel suo articolo, pubblicato nel 1843, la Byron descriveva tale macchina come uno strumento programmabile e, con incredibile lungimiranza, prefigurava il concetto di intelligenza artificiale, spingendosi ad affermare che la macchina analitica sarebbe stata cruciale per il futuro della scienza. Come in effetti si è poi verificato.
Ada inoltre corredò il proprio articolo con un esempio di quello che oggi viene unanimemente riconosciuto come il primo programma informatico della storia: un algoritmo per il calcolo dei numeri di Bernoulli, il maggiore dei due fratelli schierati con Leibniz nella disputa con Newton, che aveva infiammato di polemiche la nascita del calcolo infinitesimale un secolo e mezzo prima.
Il suo programma per la macchina, volto a calcolare i numeri di Bernoulli utilizzati per stilare tabelle numeriche, era di gran lunga più complesso di qualunque altro tentativo di Babbage, e giustifica pienamente il fatto che Ada sia una delle protagoniste più pittoresche della storia dell'informatica.
Successivamente, Lady Lovelace intraprese una corrispondenza anche con personaggi illustri come Michael Faraday e John Herschel. Morì il 27 novembre 1852, probabilmente per un tumore all'utero, e dietro sua richiesta venne sepolta accanto al padre.
Il linguaggio di programmazione Ada, promosso dal Dipartimento della Difesa degli USA, è stato così chiamato in suo onoregiovedì, aprile 12, 2007
Si ritornaaaaaaaaaa...
mercoledì, aprile 11, 2007
Oh che giornata...
martedì, aprile 10, 2007
Oggi 10 aprile...

Che stanchezza....eh che caldo...oggi è stata una delle giornate più calde di quest'anno(....fino ad adesso....)....sono arrivato adesso a casa dopo una giornata passata a giocare a calcio.....ffff......stasera vado al cinema a vedere mr. bean's holidays....tanto per fare passare la serata.....ci sentiamo....ciao......
8-9 aprile...
sabato, aprile 07, 2007
L'UOVO PASQUALE TRA SIMBOLI E MITO
L'uovo, infatti, è stato da sempre l'emblema della vita. Già i filosofi dell'Antico Egitto lo consideravano il fulcro dei quattro elementi dell'universo.
Molti concordano sul fatto che tra i primi ad usare l’uovo come oggetto benaugurante sia stato il popolo persiano, che festeggiava l'arrivo della primavera con lo scambio di uova di gallina.
In Occidente questa usanza risale al 1176. Infatti, il capo dell'Abbazia di St. Germain-des-Près donò a re Luigi VII, appena rientrato a Parigi dalla II crociata, prodotti delle sue terre, incluse una grande quantità di uova.
La tradizione di regalare uova è collegato al fatto che la Pasqua era in origine associata alla festa della primavera, dunque anche alla fecondità e al rifiorire della natura. L'uovo è appunto simbolo della vita che si rinnova ed auspicio di fecondità. Gli israeliti, ad esempio, usavano offrirlo in dono agli amici o lo regalavano a chi festeggiava il compleanno.
Persino in diverse tradizioni precristiane si prediligeva l'ipotesi che la vita nascesse dalla prima cellula originaria, cioè l'uovo. Per i cristiani acquista anche una simbologia particolare: l'uovo non solo è vita, ma rappresenta la rinascita della vita dopo la morte.
L'uovo, secondo la nostra tradizione, simboleggia la resurrezione e nei tempi che furono era simbolo di fertilità, "un dispensatore di energia, un dono gradito per gli dei", e veniva utilizzato anche per ornare le tombe dei morti. Durante il periodo quaresimale, momento di penitenza e riflessione, le uova erano assolutamente vietate. Pertanto, nel giorno della Santa Pasqua, si consumavano tutte quelle che si erano accumulate. Data l'enorme quantità, si utilizzavano anche per diversi giochi.
In principio, le uova si coloravano solo di rosso, il colore del sangue di Cristo, mentre in seguito sono state utilizzate le tonalità e le decorazioni più disparate.
mercoledì, aprile 04, 2007
Il primo giorno di vacanza...
martedì, aprile 03, 2007
Ultimo giorno...
domenica, aprile 01, 2007
Le origini del pesce d'aprile...
Le origini di questa festa, che si tramanda da secoli in molti paesi del mondo, sono incerte.
Non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, né per opera di chi. Gli studiosi di tradizioni popolari forniscono diverse versioni - basate più su congetture teoriche che su dati scientificamente provati - che avvolgono la nascita di questa tradizione in un alone di mistero.
L’ipotesi più accreditata negli ambienti accademici fa risalire l’origine del pesce d’aprile ad un periodo antecedente al 154 A.C., quando il primo aprile segnava l’inizio dell’anno. Più tardi, la Chiesa soppresse la festa stabilendo l’inizio dell’anno il primo di gennaio. La vecchia tradizione continuò comunque a sopravvivere tra i pagani che per questo venivano derisi e scherniti.
Un’altra ipotesi, abbastanza diffusa, si rifà invece al rito pagano, legato all’antico calendario giuliano, quando il primo di aprile segnava l’inizio del solstizio di primavera. Terminato l’inverno, l’avvento della stagione primaverile segnava il rinnovamento della terra e della vita. In questa occasione, tra il 25 di marzo e il primo di aprile, si usava propiziare gli dèi offrendo doni e facendo sacrifici in loro onore. La festa era anche occasione per esprimersi in massima libertà con lazzi, burle e buffonerie.
Con l’avvento del Cristianesimo, nell’Impero Romano feste di questo tipo furono sostituitefestività religiose al fine di far scomparire per sempre gli usi e le tradizioni pagane. Questo fu il destino che toccò anche alla festa del primo di aprile, rimpiazzata da quella della Pasqua. Le persone che, nonostante ciò, si ostinavano a festeggiare il vecchio rito pagano venivano ridicolizzate e fatte oggetto di scherzi e burle di ogni tipo.
Entrambe le ipotesi, comunque, confermano la matrice pagana e buffonesca della festa, che continua tutt’oggi, seppur con sfumature diverse, a restare viva in gran parte del mondo.


